| Dott. Jamal Salhi |
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In anteprima, i segreti della nuova protesi peniena
Issate le vele
Sono sempre di più gli italiani che si rivolgono ad un andrologo.
I problemi maschili più gettonati: dall'eiaculazione precoce
alle dimensioni del pene. Ecco la rivoluzionaria Protesi Salhi
Gli uomini, è noto, non hanno con l’andrologo lo stesso rapporto che le donne hanno con il ginecologo. Nel corso della sua carriera ha riscontrato un’inversione di tendenza ossia un aumento della domanda di interventi andrologici?
L'uomo, non avendo ciclo mestruale o ciclo riproduttivo ed avendo rivestito per troppo tempo nel corso dei secoli il ruolo di conquistatore, non avvertiva la necessità di andare da un medico che potesse controllare la sua funzionalità sessuale. Ma con i cambiamenti nella società e con l’avvento dell’emancipazione della donna, l'uomo si è sentito messo un po’ all'angolo ed obbligato a dover dimostrare le sue capacità anche quando queste non erano sempre perfette. Oggi, in realtà, assistiamo ad un’inversione di tendenza soprattutto nei giovani che, con l'avvento dei fenomeni mediatici come internet e quindi la possibilità di avere informazioni e contatti in maniera piuttosto anonima, hanno cambiato il loro atteggiamento nei confronti dell’andrologo. Mentre, purtroppo, le persone dai 30 anni in su, si rivolgono a noi soltanto quando il problema è abbastanza importante e dura da molto tempo.
Eppure l’andrologia è una scienza tutt’altro che recente.
Sin dall'antichità si è cercato di dare un significato alla funzionalità sessuale maschile ed alle problematiche connesse ad essa. Infatti in tutte le culture antiche troviamo dei segni di intervento sulla sessualità maschile nel senso migliorativo (afrodisiaci, ricette per avere più potenza sessuale e fecondità ecc.) ed anche interventi a sfondo religioso (circoncisione). Recentemente l'andrologia, come scienza separata dagli altri campi della medicina, ha conquistato una propria peculiarità dovuta alle tante sindromi e per differenziarle da quelle patologie che possono colpire i due sessi. L'andrologia è la scienza che si interessa dello sviluppo e della funzionalità sessuale e riproduttiva maschile dalla nascita alla senilità.
Quale sono le problematiche per cui un uomo si rivolge all'andrologo?
Possono essere varie e differiscono dall’età dell'individuo.
Allora cominciamo dai pazienti “baby”.
Devo dire che ultimamente c'è una maggior presa di coscienza da parte dei genitori che portano il loro piccolo per controllare il corretto sviluppo degli organi sessuali. A questa età i problemi possono essere la mancata discesa dei testicoli o altre patologie come la fimosi, la ipospadia o l'epispadia che sono un'apertura anormale del meato uretrale esterno: in pratica si presenta in una sede anomala rispetto a quella naturale, i difetti congeniti del pene, dei testicoli o i ritardi della pubertà.
Andando più avanti nell’età?
Intorno ai 25-30 anni, la domanda maggiore è quella relativa all'eiaculazione precoce, comunemente intesa come una durata insufficiente della penetrazione, anche se in molti casi i parametri variano da persona a persona. In pratica ogni uomo dovrebbe essere capace di far durare il rapporto un tempo adeguato, intendo soddisfacente per lui e la sua partner, senza obblighi di durata minima in minuti o spinte penetrative come è nella definizione data da tanti sessuologi. Ovviamente questo parametro cambia in relazione alla partner e alla situazione particolare in cui il rapporto si svolge. Le cause dell'eiaculazione precoce sono tantissime, alcune sono organiche, altre sono extra organiche comprendendo tra queste anche quelle psicologiche.
Molti adolescenti danno sin troppa importanza alla dimensione del pene…
È un'altra ragione per cui oggi i giovani si rivolgono all'andrologo, anche se le dimensioni del pene non sono fondamentali per la performance sessuale. La misura va presa con il pene stirato partendo dall'osso del pube fino alla sua punta. In Italia le dimensioni del pene sono comprese in un range tra i 12 ed i 16 centimetri di lunghezza e la maggior parte di coloro che si rivolge a noi, hanno comunque un pene entro questi limiti che permette loro di avere una performance sessuale normale e soddisfacente. Anche un pene di dimensioni inferiori a queste è in grado di dare dei rapporti perfetti, ma, nonostante tutto, molte persone chiedono di modificarne le dimensioni in quanto hanno un'immagine riduttiva del proprio pene che si definisce dismorfofobia.
Un po’ come le donne che chiedono di modificare le dimensioni del proprio seno o delle proprie labbra.
Esatto. D’altra parte ogni uomo, pur avendo un pene di dimensioni normali, ha il diritto di avere il pene che vuole e questo può aumentare la confidenza e la sicurezza in se stessi, con il conseguente miglioramento della vita lavorativa e di relazione lontano dai complessi di inferiorità.
Mi può parlare delle tecniche usate per allungamento del pene?
Sono molte. Intanto ci sono quelle che sfruttano un principio fondamentale del tessuto vivente, che è la cosidetta espansione tessutale. Vale a dire, che qualsiasi tessuto vivente quando sottoposto a forza di trazione, risponde a questa aumentando il numero delle cellule, aumentando di conseguenza il proprio volume. Per esempio, se uno ha un problema di arcata dentale stretta con denti affollati, va da un dentista che con un apparecchio modifica la forma allargando l’arcata dentale. Lo stesso si fa quando si deve allungare un osso in seguito a fratture, oppure in chirurgia plastica per ricostruire il seno della donna o per riparare le ustioni. Questa esperienza deriva anche da tecniche usate dalle popolazioni antiche. Ad esempio alcune tribù africane usavano applicare dei pesi al pene dei bambini appena essi si mettevano in piedi. Questo provocava un notevole aumento delle sue dimensioni. Noi oggi usiamo un apparecchio che si chiama estensore penieno che viene applicato sul pene esercitando una forza di trazione per alcune ore al giorno, per alcuni mesi. Questa forza di trazione fa in modo che il pene aumenti il numero delle proprie cellule, di conseguenza aumenta sia di lunghezza che di circonferenza. Infatti non dobbiamo immaginare un allungamento simile ad un elastico che aumentando di lunghezza si assottiglia, ma come un qualche cosa che cresce. Questa tecnica ha bisogno di pazienza e costanza ed i risultati non sono immediati ma progressivi.
Quanto tempo occorre in media?
L’allungamento definitivo del pene, che può variare dai due ai cinque centimetri con aumento relativo della circonferenza, ha bisogno di cinque o sei mesi di applicazioni giornaliere dell’apparecchio.
Ci sono casi in cui si regredisce una volta sospese le applicazioni, insomma è possibile che nel tempo si torni ad avere le dimensioni di partenza?
No, se usato l’apparecchio per tutto il ciclo, i risultati sono stabili nel tempo.
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| Prima dell'intervento |
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| 6 mesi dopo l'intervento |
E per chi non ha pazienza, esistono delle tecniche chirurgiche?
Nel corso degli anni sono state sviluppate varie tecniche per l’allungamento del pene. All’inizio gli interventi erano prevalentemente di sezione del legamento sospensore, che tiene il pene tirato indietro e legato all’osso del pube. In pratica una tecnica che tira fuori la parte del pene che è nascosta all’interno. Come si sa, metà del pene è all’interno legata all’osso del pube e quello del bacino. Sezionando questo legamento si ha uno slittamento del pene in avanti in maniera che la parte visibile del pene aumenti. A questa tecnica si possono aggiungere altre procedure che migliorano il risultato, ad esempio la tecnica che io uso è quella di arretrare lo scroto in maniera da evidenziare la lunghezza. Questo si fa quando lo scroto è in avanti, vale a dire, a bandiera o palmato, come usiamo dire noi.
Esistono altre tecniche, magari più recenti?
C’è una novità in questo senso. Esiste una protesi peniena così detta apicale. Questa protesi ha un duplice effetto, il primo è quello di allungare il pene di circa un centimetro, un centimetro e mezzo; il secondo è quello di aumentare il volume del glande. Infatti il glande può essere più piccolo dell’asta. Alcune persone lo hanno così fin dalla nascita, per altre, magari dopo un intervento di aumento della circonferenza peniena, il glande diventa relativamente più piccolo rispetto all’asta. Di conseguenza io ho brevettato questo nuovo impianto che noi possiamo immaginare come quello che si usa per incrementare il volume del seno femminile. Va inserito tramite una piccola incisione alla base del glande, tra questo e la punta dei corpi cavernosi perché lì esiste uno spazio virtuale dove la dissezione chirurgica è possibile. C’è un piano di clivaggio come lo chiamiamo noi in termini tecnici e dove questa protesi apicale può essere inserita.
Esistono effetti collaterali?
No e non è doloroso come intervento.
E per la circonferenza?
Per quanto riguarda la circonferenza del pene, questa viene incrementata inserendo, attorno ai corpi cavernosi, del tessuto adiposo, che viene prelevato con la lipoaspirazione dall'addome o dalle cosce. Questo intervento si chiama lipofilling. Questo intervento noi non lo facciamo più, in quanto il grasso viene presto riassorbito e tra l’altro a volte dà luogo a superfici irregolari o nodosità oltre a possibili altre complicanze quali le infezioni. Ultimamente si impiegano altre sostanze di sintesi come per esempio il Formacryl, ossia sostanze di sintesi inerti, non reattive e che non danno allergie. Ma personalmente le uso di rado perché una volta inserite, non è semplice rimuoverle.
E allora?
La grande novità in questo campo è il mio brevetto che si chiama protesi peniena pericavernosa.
Ne abbiamo sentito parlare. È stata già ribattezzata “Protesi Salhi”, come funziona?
Si tratta di due cilindri a forma di semiluna che, attraverso una procedura chirurgica, vengono impiantati ai lati del pene intorno ai corpi cavernosi. Hanno una superficie regolare, all’interno vi sono sostanze inerti che hanno una consistenza molto simile a quella del pene e non danno problemi di sensibilizzazione. Si adeguano allo stato dinamico del pene sia a riposo che in erezione. Il grande vantaggio è che sono anche rimovibili, quindi, se si cambia idea si possono sostituire con protesi più grandi o più piccole, oppure si possono rimuoverle e basta. Si può anche associare alle tecniche chirurgiche di cui ho già parlato in precedenza, come la protesi apicale oppure l’arretramento dello scroto. Inoltre si può, prima o dopo l’intervento, usare l’estensore penieno per ottimizzare il risultato.
Per concludere, cosa può dire ai lettori di Tuttinforma Net che vogliono sfoggiare un basso ventre da “invidia”?
Oggi mi sento di affermare che la tecnica più efficace è l’utilizzo della Protesi Peniena Pericavernosa o Protesi Salhi perché, oltre ai molti vantaggi come la reversibilità e la superficie liscia della protesi, è ben tollerato dai tessuti, senza rischi e con ottimi risultati estetici e funzionali.
Chi è il Dott. Jamal Salhi
Specialista in Chirurgia Generale. Dottorato di Ricerca in Microchirurgia. Perfezionato in Andrologia e Sessuologia Clinica. Consulente in Andrologia Chirurgica presso l'ospedale "San Pietro" di Roma.
L’ambulatorio del Dott. Salhi è situato in Roma, Viale Regina Margherita n°232 (angolo Via Nomentana). Numeri telefonici 06.44250387 e 06.44250385
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Si effettua un orario continuato dal lunedì al venerdi (ore 9.00/20.00), il sabato(9.00/13.00).
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