Lo shiatsu come rimedio contro i problemi gastrici

Gastrite? No, cervicale!

Il nervo vago, il più lungo e ramificato tra i nervi cranici,
alla base del disturbo tra i più comuni della nostra epoca

di Francesco Iannelli

Viviamo in un epoca dove la vita frenetica ci costringe, molte volte, a degli sforzi straordinari e questo lo sappiamo. Basti pensare alle continue corse contro il tempo, all'organizzare più cose simultaneamente, agli impegni sempre più pressanti. Tutto questo provoca un accumulo di tensioni che il nostro oganismo, come accade con i fulmini, ha bisogno di scaricare da qualche parte. Allora ecco spiegati l'ansia, le emicranie, le tachicardie e, non ultimo, i problemi gastrici.

Ma non sempre la gastrite, l'acidità di stomaco, i rigurgidi acidi sono da attribuirsi allo stress. A volte la causa può essere attribuita alla cervicale, disturbo che colpisce quasi tutte le persone oltre i cinquant'anni, ma può manifestarsi anche prima. La cervicale è una delle conseguenze dell'artrosi, malattia di tipo degenerativa (ossia che peggiora con il passare del tempo), che provoca l'ispessimento e l'indurimento delle giunture in generale ma che può localizzarsi nella zona cervicale (le articolazioni poste fra le vertebre del collo). Questo provoca l'irritazione e la compressione dei nervi che escono dal midollo spinale. Tra questi, uno in particolare chiamato nervo vago.

Il nervo vago è il più lungo ed il più ramificato tra i nervi cranici. Esso attraversa il collo ed il torace raggiungendo l'addome dove si dirama per la maggior parte degli organi del corpo umano (laringe, trachea, faringe, polmoni, cuore ed apparato digerente). Il suo scopo, tra le altre cose, è quello di stimolare la produzione dell'acido gastrico e regolare i movimenti compiuti dallo stomaco e dall'intestino nella fase della digestione. Quando la sua funzionalità è compromessa, ad esempio dall'artrosi cervicale, possono verificarsi tutta una serie di sintomi tra cui nausea, acidità di stomaco appunto, ma anche vertigini, giramenti di testa, rossori in viso, tachicardia, dolore e rigidità del collo, mal di testa.

Cosa si può fare in questi casi? Sicuramente occorre rivolgersi ad un medico per la giusta diagnosi ed una volta accertata la responsabilità del nervo vago si può pensare ad una cura. Accanto ai rimedi tradizionali si può prendere in considerazione l'ipotesi di rivolgersi ad un maestro shiatsu che, stimolando ad esempio i punti della regione anteriore del collo (in particolare il nervo vago), può con il tempo aiutare a ridurre l'eccessiva secrezione di succhi gastrici fino a portare ad una graduale scomparsa dei fastidiosi dolori addominali.