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Le nuove frontiere per la cura della tiroide
...E se la curassimo così?
La
medicina tradizionale usa "mettere a riposo" la ghiandola
con terapie che alla lunga possono finire col distruggere
il tessuto tiroideo. Con l'Omotossicologia, invece, è possibile
riequilibrare la normale funzionalità senza danni ed assuefazioni
di Dott. Salvatore Ripa
È possibile utilizzare l’Omotossicologia per curare le malattie della tiroide, ad esempio la sempre più frequente tiroidite autoimmune e l’ipotiroidismo che spesso la accompagna. La Medicina tradizionale in questo caso “mette a riposo” la ghiandola ed istituisce una terapia sostitutiva (si assumono cioè per bocca gli ormoni che la tiroide in condizioni normali avrebbe prodotto).
Purtroppo però, maggiore sarà il tempo in cui metteremo a riposo la ghiandola, minori saranno le possibilità che riprenda poi a funzionare correttamente. Nel frattempo, l’azione degli anticorpi (su cui questo tipo di terapia non ha alcun effetto) distrugge gradualmente, ma inesorabilmente il tessuto tiroideo. Il risultato di queste due azioni (messa “a riposo” della tiroide + azione degli anticorpi) porta inevitabilmente all’ipotiroidismo, per cui il Paziente è costretto ad assumere ormoni tiroidei a vita.
Ma non basta. L’organismo, in un periodo di tempo variabile, tende ad abituarsi al dosaggio assunto per cui diventa necessario aumentarlo continuamente.
La maggior parte dei Pazienti inizia assumendo 25 o 50 microgrammi e, nel giro di un anno o due, arriva a prendere 100 microgrammi e più. Arrivati però ad un determinato dosaggio, non è possibile aumentarlo ancora perché compaiono degli effetti collaterali che lo impediscono (tachicardia, nervosismo, insonnia, ipertensione, dolori muscolari diffusi, ecc.). Quindi, l’organismo richiederebbe una maggiore quantità di ormoni tiroidei, ma non è possibile soddisfare questa sua necessità. A questo punto ricompaiono i sintomi tipici dell’ipotiroidismo. Alla fine, il risultato della terapia sarà di avere un Paziente ipotiroideo, con i sintomi degli ipotiroidei, ma che è costretto ad assumere ormoni tiroidei a vita.
Attraverso l’Omotossicologia, invece, purché residui un minimo di attività ghiandolare, è possibile riequilibrare la funzionalità tiroidea e curare il processo autoimmune causa della tiroidite. Gli ormoni omeopatizzati come Tiroxina D6 o Triiodotironina D6 servono a stimolare la tiroide a produrre la quantità di ormoni necessaria all’organismo. La Glandula thyreoidea suis è un potente stimolo alla normalizzazione funzionale della tiroide, mentre alcune interleuchine omeopatizzate hanno invece una funzione antinfiammatoria specifica.
Nell’iperfunzionalità tiroidea, invece, sono altri i farmaci omotossicologici in grado di regolarizzare la situazione complessiva, curando i sintomi più fastidiosi per il Paziente, come la tachicardia e l’eccessiva magrezza.
I risultati delle terapie effettuate vengono valutati attraverso le analisi di laboratorio e l’ecografia utilizzate per effettuare la diagnosi.
Se consideriamo poi che queste terapie non danno in genere effetti collaterali e che devono essere seguite solo per un periodo di tempo definito in relazione alla risposta individuale, possiamo comprendere come
l’Omotossicologia nelle malattie della tiroide rappresenti un’alternativa davvero vincente a tutto vantaggio dei Pazienti.
Chi è il Dott. Salvatore Ripa
Specialista
in Endocrinologia e Scienza dell'Alimentazione.
Lo studio del Dott. Ripa è situato in Roma, Via Po n°43.
Numero telefonico: 06.8546702.
Sito Internet: http://www.studiomedicoripa.com
e-mail: info@studiomedicoripa.com